Pecoranera Blog
October 16, 2008
ESTASI CULINARIE... DA LEGGERE
Vi segnalo un altro libro appena finito di leggere, questa volta più attinente al mondo dell'enogastronomia rispetto alle precedenti segnalazioni. Si tratta di Estasi Culinarie della francese Muriel Barbery, autrice del più famoso L'Eleganza del Riccio, edito in Italia dalla Edizioni e/o. Questo romanzo, scritto veramente bene, è incentrato sul personaggio di Arthens, il più grande critico gastronomico del mondo che in punto di morte ripercorre tutta la sua vita, e con lui le persone che gli sono state vicine. Ne esce un racconto coinvolgente, in cui l'arroganza del critico viene messa a confronto con i tratti caratteristici degli altri personaggi. Fil rouge del romanzo è la ricerca, da parte del critico, di un sapore "per eccellenza" che nulla ha a che vedere con quelli sofisticati consumati nei ristoranti pluristellati. Non voglio rovinarvi la sorpresa; per questo mi limito a segnalare che questo libro fa riflettere su come anche le persone abituate a mangiare in ristoranti top, rimangano legate a sapori, spesso tutt'altro che nobili, fatti propri nell'infanzia e nell'adolescenza.
Categories: Wine Blogs in Italian
August 24, 2008
TRE LETTURE PER RIFLETTERE...
Le vacanze sono finite e si ricomincia subito a pieno regime in vista dell'uscita autunnale delle nostre guide annuali Roma nel Piatto e Roma per il Goloso. Prima di iniziare a lavorare su classifiche, distribuzione, promozione e via dicendo, voglio segnalarvi tre libri letti in questo mese a mio avviso imperdibili, soprattutto l'ultimo di cui vi parlerò.
Il primo è Consigli a un giovane ribelle di Christopher Hitchens. Si tratta di una raccolta di 19 lettere immaginarie scritte ad uno studente in cui l'autore espone con chiarezza ed arguzia cosa significhi pensare in modo originale. Il libro si legge in un pomeriggio tanto è coinvolgente; per darvi un'idea dei contenuti vi riporto integralmente un passo dell'ultima pagina. "... Guardati dall'irrazionale, per quanto seduttivo. Sta' all'erta di fronte al trascendente e a tutti coloro che ti invitano ad assoggettarti o ad annullarti. Diffida della compassione; preferisci la dignità per te e per gli altri. Non aver paura di essere considerato arrogante o egoista. Immaginati tutti gli esperti come dei mammiferi. Non essere mai spettatore dell'ingiustizia o della stupidità. Cerca la discussione e la disputa per il piacere che ti danno; la tomba ti offrirà un sacco di tempo per tacere. Sospetta delle tue stesse ragioni, e di qualsiasi scusa. Non vivere per gli altri più di quanto ti puoi attendere che gli altri vivano per te".
Il secondo è un libro inchiesta di Curzio Maltese, La questua. L'editorialista de La Repubblica risponde con un'analisi dettagliata e con dovizia di particolari ad una domanda molto semplice: quanto costa la Chiesa agli italiani? L'inchiesta ha una forza particolare perché parte da un presupposto molto chiaro: La questua non è un libro anticlericale, non entra mai nel merito di scelte di fede che non possono che essere personali e per definizione insindacabili. Ogni capitolo affronta senza preconcetti i diversi modi in cui lo Stato italiano finanzia la Chiesa, spiegando, numeri alla mano, a quanto ammonta ad esempio l'8 x mille, come si calcola e come viene speso, oppure entrando nel merito dell'ora di religione o dell'esenzione dell'ICI sulle proprietà cattoliche. A prescindere da quella che è la vostra posizione verso la religione, vi consiglio caldamente questa lettura che, come detto, non vi offenderà se credenti, ma vi fornirà delle informazioni che inspiegabilmente vengono nascoste dai media (sapevate, ad esempio, che se la cosiddetta casta dei politici costa allo Stato, e quindi a noi contribuenti, 4 miliardi di euro all'anno, secondo l'autore la Chiesa costa almeno 4 miliardi e mezzo di euro?!?).
Se queste due sono letture caldamente consigliate, quellla di cui vi parlerò ora è a mio avviso veramente imperdibile! Si tratta di Meritocrazia di Roger Abravanel. Per chi non lo conoscesse, l'autore è un nome noto nel mondo del business: ha lavorato per 34 anni alla McKinsey, primaria società di consulenza all'alta direzione, ed ora, oltre ad essere in diversi consigli di amministrazione, è autore di saggi di successo, quali Le sfide della crescita delle imprese famigliari italiane e Scelte coraggiose per sviluppare un'economia di servizi. Perché mi ha entusiasmato questo libro? Presto detto. Esistono molte analisi sull'assenza di meritocrazia nella società italiana, ma questa, oltre ad essere estremamente lucida, non si limita a prendere atto e fotografare lo status quo, ma si spinge oltre, formulando 4 proposte concrete per cercare di rendere il nostro Paese più meritocratico e quindi, insieme più ricco e più giusto. L'approccio è "da consulente", quindi tanti numeri (mai superflui) e continui confronti con quello che di caso in caso dovrebbe essere il benchmark di riferimento. Ne viene fuori una foto impietosa dell'Italia, un Paese a bassa mobilità sociale (significa, in poche parole, che è molto improbabile che una persona possa cambiare classe di appartenenza, sia in salita che in discesa) e allo stesso tempo con un'alta ineguaglianza (nel senso che è molto alto il rapporto tra il reddito del 10% più ricco e il 10% più povero della popolazione). Nonostante ciò, l'autore nutre una fondata speranza, che (non potendo fare altro...) condivido, che i tempi per un cambiamento possano essere maturi e individua la strada da seguire, indicando quattro priorità: iniezione di merito nella pubblica amministrazione, creazione di eccellenza nel sistema scolastico, istituzione di un'authority per sbloccare l'economia e un'azione positiva per realizzare, di fatto, la parità uomo-donna nel mondo del lavoro. Dette così sembrano ovvietà, chi può non concordare? Ma Abravanel indica nei dettagli i meccanismi per attuare questi cambiamenti e per questo è credibile. E' naturale che il presupposto per l'attuabilità di questa rivoluzione epocale, sia un cambiamento nella mentalità degli italiani, ma anche in questo l'autore è ottimista, adducendo una motivazione arguta e, a mio avviso, verissima, che qui vi riporto integralmente: "... Gli italiani potrebbero reagire in maniera soprendente. Tutti i sondaggi li descrivono allo stremo e al limite della pazienza. Le denunce contro il "mal di merito" fioccano ogni giorno e ne soffre pesantemente l'orgoglio, visto che gli italiani ritengono di avere una cultura superiore a quella di altri Paesi, ma vengono poi dipinti ogni giorno come "tristi", "vecchi", "immobili", il che è nella cultura italiana, molto peggio di "disordinati-un po' inaffidabili-ma creativi", che è come sono stati definiti negli ultimi anni e cosa che, fondamentalmente, non dispiaceva eccessivamente ... L'orgoglio ferito degli italiani di fronte alle descrizioni che il mondo inizia a fare di loro ... può renderci un po' ottimisti, perché oggi sembra finalmente che un gran numero di italiani sia pronto a raccogliere la bandiera del merito".
Categories: Wine Blogs in Italian
TRE LETTURE PER RIFLETTERE...
Le vacanze sono finite e si ricomincia subito a pieno regime in vista dell'uscita autunnale delle nostre guide annuali Roma nel Piatto e Roma per il Goloso. Prima di iniziare a lavorare su classifiche, distribuzione, promozione e via dicendo, voglio segnalarvi tre libri letti in questo mese a mio avviso imperdibili, soprattutto l'ultimo di cui vi parlerò.
Il primo è Consigli a un giovane ribelle di Christopher Hitchens. Si tratta di una raccolta di 19 lettere immaginarie scritte ad uno studente in cui l'autore espone con chiarezza ed arguzia cosa significhi pensare in modo originale. Il libro si legge in un pomeriggio tanto è coinvolgente; per darvi un'idea dei contenuti vi riporto integralmente un passo dell'ultima pagina. "... Guardati dall'irrazionale, per quanto seduttivo. Sta' all'erta di fronte al trascendente e a tutti coloro che ti invitano ad assoggettarti o ad annullarti. Diffida della compassione; preferisci la dignità per te e per gli altri. Non aver paura di essere considerato arrogante o egoista. Immaginati tutti gli esperti come dei mammiferi. Non essere mai spettatore dell'ingiustizia o della stupidità. Cerca la discussione e la disputa per il piacere che ti danno; la tomba ti offrirà un sacco di tempo per tacere. Sospetta delle tue stesse ragioni, e di qualsiasi scusa. Non vivere per gli altri più di quanto ti puoi attendere che gli altri vivano per te".
Il secondo è un libro inchiesta di Curzio Maltese, La questua. L'editorialista de La Repubblica risponde con un'analisi dettagliata e con dovizia di particolari ad una domanda molto semplice: quanto costa la Chiesa agli italiani? L'inchiesta ha una forza particolare perché parte da un presupposto molto chiaro: La questua non è un libro anticlericale, non entra mai nel merito di scelte di fede che non possono che essere personali e per definizione insindacabili. Ogni capitolo affronta senza preconcetti i diversi modi in cui lo Stato italiano finanzia la Chiesa, spiegando, numeri alla mano, a quanto ammonta ad esempio l'8 x mille, come si calcola e come viene speso, oppure entrando nel merito dell'ora di religione o dell'esenzione dell'ICI sulle proprietà cattoliche. A prescindere da quella che è la vostra posizione verso la religione, vi consiglio caldamente questa lettura che, come detto, non vi offenderà se credenti, ma vi fornirà delle informazioni che inspiegabilmente vengono nascoste dai media (sapevate, ad esempio, che se la cosiddetta casta dei politici costa allo Stato, e quindi a noi contribuenti, 4 miliardi di euro all'anno, secondo l'autore la Chiesa costa almeno 4 miliardi e mezzo di euro?!?).
Se queste due sono letture caldamente consigliate, quellla di cui vi parlerò ora è a mio avviso veramente imperdibile! Si tratta di Meritocrazia di Roger Abravanel. Per chi non lo conoscesse, l'autore è un nome noto nel mondo del business: ha lavorato per 34 anni alla McKinsey, primaria società di consulenza all'alta direzione, ed ora, oltre ad essere in diversi consigli di amministrazione, è autore di saggi di successo, quali Le sfide della crescita delle imprese famigliari italiane e Scelte coraggiose per sviluppare un'economia di servizi. Perché mi ha entusiasmato questo libro? Presto detto. Esistono molte analisi sull'assenza di meritocrazia nella società italiana, ma questa, oltre ad essere estremamente lucida, non si limita a prendere atto e fotografare lo status quo, ma si spinge oltre, formulando 4 proposte concrete per cercare di rendere il nostro Paese più meritocratico e quindi, insieme più ricco e più giusto. L'approccio è "da consulente", quindi tanti numeri (mai superflui) e continui confronti con quello che di caso in caso dovrebbe essere il benchmark di riferimento. Ne viene fuori una foto impietosa dell'Italia, un Paese a bassa mobilità sociale (significa, in poche parole, che è molto improbabile che una persona possa cambiare classe di appartenenza, sia in salita che in discesa) e allo stesso tempo con un'alta ineguaglianza (nel senso che è molto alto il rapporto tra il reddito del 10% più ricco e il 10% più povero della popolazione). Nonostante ciò, l'autore nutre una fondata speranza, che (non potendo fare altro...) condivido, che i tempi per un cambiamento possano essere maturi e individua la strada da seguire, indicando quattro priorità: iniezione di merito nella pubblica amministrazione, creazione di eccellenza nel sistema scolastico, istituzione di un'authority per sbloccare l'economia e un'azione positiva per realizzare, di fatto, la parità uomo-donna nel mondo del lavoro. Dette così sembrano ovvietà, chi può non concordare? Ma Abravanel indica nei dettagli i meccanismi per attuare questi cambiamenti e per questo è credibile. E' naturale che il presupposto per l'attuabilità di questa rivoluzione epocale, sia un cambiamento nella mentalità degli italiani, ma anche in questo l'autore è ottimista, adducendo una motivazione arguta e, a mio avviso, verissima, che qui vi riporto integralmente: "... Gli italiani potrebbero reagire in maniera soprendente. Tutti i sondaggi li descrivono allo stremo e al limite della pazienza. Le denunce contro il "mal di merito" fioccano ogni giorno e ne soffre pesantemente l'orgoglio, visto che gli italiani ritengono di avere una cultura superiore a quella di altri Paesi, ma vengono poi dipinti ogni giorno come "tristi", "vecchi", "immobili", il che è nella cultura italiana, molto peggio di "disordinati-un po' inaffidabili-ma creativi", che è come sono stati definiti negli ultimi anni e cosa che, fondamentalmente, non dispiaceva eccessivamente ... L'orgoglio ferito degli italiani di fronte alle descrizioni che il mondo inizia a fare di loro ... può renderci un po' ottimisti, perché oggi sembra finalmente che un gran numero di italiani sia pronto a raccogliere la bandiera del merito".
Categories: Wine Blogs in Italian
RSS | TOP
» What is RSS?
